di Luca Fiocchi Nicolai
L’Amministrazione di Poggio Mirteto deve ritenere improbabile vi sia anche un solo cittadino,
tra quelli residenti in centro e dintorni, che debba alzarsi presto la mattina per andare al
lavoro e per questo segua la sana abitudine, se vuole dormire a sufficienza, di coricarsi
presto, che so alle 22, e sia pure alle 23. Così, la Festa di San Gaetano di Thiene, fatta
durare per giorni e giorni, diventa occasione per propinare in piazza la solita tecno music a
volume altissimo fino all’una di notte, come è successo mercoledì 6 agosto, nella certezza
che, a parte i soliti schifiltosi quattro gatti restii per partito preso a dilettarsi di cotanta arte,
senza scampo pur colle finestre chiuse (ad agosto), nessun inesistente residente
condannato alla levataccia sarà a protestare per il danno alla salute. E che
l’Amministrazione sia in buona fede nel credere ciò è forse testimoniato dallo stato in cui da
mesi versa la pensilina, o quel che ne resta, della fermata capolinea dei pullman;
l’ostinazione a non ripararla potrebbe avere la sua spiegazione nella, azzardo, convinzione
se non la certezza che nessun pendolare poggiano vi si accoccoli al suo interno, in attesa
del bus con cui iniziare il viaggio verso Roma. Restituirle decoro sarebbe uno spreco. Meglio
finanziare il frastuono.
tra quelli residenti in centro e dintorni, che debba alzarsi presto la mattina per andare al
lavoro e per questo segua la sana abitudine, se vuole dormire a sufficienza, di coricarsi
presto, che so alle 22, e sia pure alle 23. Così, la Festa di San Gaetano di Thiene, fatta
durare per giorni e giorni, diventa occasione per propinare in piazza la solita tecno music a
volume altissimo fino all’una di notte, come è successo mercoledì 6 agosto, nella certezza
che, a parte i soliti schifiltosi quattro gatti restii per partito preso a dilettarsi di cotanta arte,
senza scampo pur colle finestre chiuse (ad agosto), nessun inesistente residente
condannato alla levataccia sarà a protestare per il danno alla salute. E che
l’Amministrazione sia in buona fede nel credere ciò è forse testimoniato dallo stato in cui da
mesi versa la pensilina, o quel che ne resta, della fermata capolinea dei pullman;
l’ostinazione a non ripararla potrebbe avere la sua spiegazione nella, azzardo, convinzione
se non la certezza che nessun pendolare poggiano vi si accoccoli al suo interno, in attesa
del bus con cui iniziare il viaggio verso Roma. Restituirle decoro sarebbe uno spreco. Meglio
finanziare il frastuono.








