Per Giorgio Giannini solo con il dialogo e la trattativa si può fermare la guerra in Ucraina

di Giorgio Giannnini

 

Tutti hanno condannato l’invasione russa all’Ucraina ed hanno espresso la piena solidarietà al Popolo ucraino aggredito, che è stata concretamente ed ampiamente manifestata dalla popolazione europea, sia con manifestazioni che con atti materiali.

Ora però si deve fermare la guerra ed arrivare ad una “pace giusta” ed onorevole per le Parti.

Però la guerra non si può fermare con altra violenza. Infatti, l’invio di armi in Ucraina inevitabilmente causerebbe non solo l’allargamento della guerra contro la Russia, con il coinvolgimento della NATO e quindi di tutti i Paesi europei, compreso il Nostro, ma porterebbe certamente ad una pericolosa escalation del conflitto, con il rischio di una Guerra Nucleare, la quale, seppure all’inizio sarebbe combattuta in Europa con armi tattiche, cioè di potenza limitata, in seguito porterebbe all’impiego di armi nucleari sempre più potenti, anche fuori dell’Europa, che causerebbero la distruzione quasi totale dell’umanità. Il nostro Mondo, già minacciato dall’inquinamento e dall’emergenza climatica, ritornerebbe indietro di millenni, all’età della pietra, come ha predetto Einstein.

Coloro che sostengono l’invio delle armi agli ucraini, per aiutare la loro resistenza all’invasione russa,  hanno anche ricordato che durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943-1945, gli Alleati (Americani ed Inglesi) hanno fornito le armi ai nostri Partigiani (in verità, non a tutte le formazioni) per sostenere la Resistenza al nazifascismo, che è stato sconfitto anche grazie alla loro lotta armata. Al riguardo, però, ricordiamo che accanto alla Resistenza armata c’è stata una diffusa Resistenza “non armata”, che  ha sostenuto in molti modi i Partigiani ed ha consentito ad essi di sconfiggere il nazifascismo. Inoltre il paragone con la Resistenza non regge, per vari motivi, il più importante dei quali è  il fatto che allora non c’erano le armi nucleari.

Il dibattito pubblico sulla consegna o meno delle armi in Ucraina è stato, ed è ancora, molto acceso e ha portato sui mass media a ridicolizzare o peggio a considerare filorussi non solo i Pacifisti, ma tutti coloro che si oppongono, con lucide argomentazioni, all’invio delle armi. In questo modo il “confronto delle idee”, che è fondamentale in Democrazia, rischia di diventare uno “scontro” duro, che potrebbe portare alla censura della libera informazione (come nei regimi autoritari), a discapito della verità.

Allora cosa si deve fare, se alla violenza non è opportuno rispondere con la violenza?  

C’è una sola via da percorrere: quella del Dialogo tra le Parti in conflitto e della Trattativa, con un Mediatore autorevole ed equidistante, che riesca ad ottenere dalle Parti in guerra prima il “cessate il fuoco” ed i  “corridoi umanitari”, per salvare dai bombardamenti indiscriminati la popolazione civile  (che sta pagando un enorme tributo di sangue, come purtroppo si verifica in tutti i conflitti dal tempo della Seconda Guerra Mondiale) e poi una “Pace Giusta”, stabilita con un Trattato internazionale, possibilmente sotto l’egida dell’ONU.

La Pace deve essere “giusta” perché altrimenti la Parte alla quale la Pace viene “imposta”, si sentirebbe umiliata e coverebbe un “risentimento di rivincita”, che impedirebbe la “vera riconciliazione” e con il tempo porterebbe inevitabilmente ad un nuovo conflitto, come per molti storici è accaduto con il Trattato di Versailles (Parigi) del 1919, dopo la Prima Guerra Mondiale, che ha umiliato la Germania.

L’Unione Europea doveva svolgere un ruolo centrale per prevenire l’aggressione della Russia, chiedendo con fermezza il rispetto degli Accordi di Minsk 1 e 2 del 2014 e 2015, ricorrendo, se necessario, alle sanzioni economiche oppure concedendo incentivi economico-finanziari per indurre le Parti a trovare un accordo.

L’Unione Europea ora deve svolgere un ruolo attivo nelle Trattative per la Pace, possibilmente svincolata dalla sudditanza verso gli  USA, dato che gli interessi sono diversi: Noi siamo in Europa mentre gli USA sono dall’altra parte dell’Oceano Atlantico.

L’Unione Europea deve impegnarsi, insieme con altri Paesi, a trovare un Mediatore autorevole, che induca le Parti a sottoscrivere un Trattato di Pace, possibilmente sotto l’egida dell’ONU.

Infatti anche l’ONU deve scendere in campo e non rimanere inerte, paralizzata dai veti incrociati delle Grandi Potenze. L’ONU è nata nel 1945, dopo l’immane tragedia della Seconda guerra mondiale, per garantire un futuro di Pace nel Mondo. E questo scopo deve assolvere. Ne va del sua credibilità come Organismo internazionale super partes.

L’Unione Europea deve inoltre attivarsi per una vera coesistenza pacifica in Europa, attraverso una Conferenza di Pace che migliori il documento sottoscritto da 35 Paesi il 1 ottobre 1975 ad Helsinki.

Sarebbe stupendo, per dare ampie garanzie di pace alla Russia, costituire una zona smilitarizzata con i Paesi europei ubicati al suo confine, anche se in futuro diventeranno membri dell’Unione Europea.

Sarebbe anche stupendo arrivare all’abolizione delle armi nucleari sul territorio europeo, attraverso l’adesione al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 7 luglio 2017 ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021, al quale però non hanno aderito vari Paesi europei, non solo quelli dotati di armamenti nucleari (Francia e Gran Bretagna), ma anche altri, come il Nostro.

E’ un’utopia tutto questo ?  Forse sì. Ma ricordiamoci che gli uomini, con la  loro buona volontà,  possono realizzare i sogni. 

 

La redazione ringrazia Giorgio Gianni, pur condividendo il contenuto dell’articolo si crede che sia assolutamente utopistico sia per la ancora inadeguatezza dell’Unione Europea, sia per la ferocia e follia di Putin  e del suo squadrone di morte, ma se la storia riserva sorprese immaginiamo di sorprenderci e stupirci!

 

 

 

 

 

 

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