La Festa de L’Unità di Poggio Mirteto finisce sul tavolo del Prefetto di Rieti

di Elisa Sartarelli
La Festa de L’Unità di Poggio Mirteto finisce sul tavolo del Prefetto di Rieti. 
A scrivere al Prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio, è Samantha Scipioni, segretario del circolo “Mario Polidori” del Partito Democratico di Poggio Mirteto, dopo che non è stato concesso dal sindaco di Poggio Mirteto, Andrea Arcieri, di poter svolgere la suddetta festa nel centro storico del paese e in parte della piazza principale. Il primo cittadino aveva infatti proposto altre sedi, come il Parco San Paolo.
Secondo la ricostruzione del segretario del PD di Poggio Mirteto, lo scorso 2 agosto è stato richiesto dal Circolo del PD “Mario Polidori” il suolo pubblico per svolgere la Festa de L’Unità i prossimi 12, 13 e 14 settembre. Veniva richiesto lo spazio di piazza Mario Dottori, piazza Garibaldi e la parte di piazza Martiri della Libertà che si trova di fronte al numero civico 49. Era seguito un sollecito il 7 agosto e il giorno successivo il sindaco Arcieri aveva comunicato la disponibilità alla concessione del parco San Paolo per la festa e delle sale comunali per i convegni. Una risposta non ritenuta pertinente dal circolo PD, che l’8 agosto ha presentato una nuova richiesta, prendendo atto che il sindaco non avrebbe offerto alcuna motivazione per aver negato gli spazi richiesti. 
Il regolamento comunale non contiene alcun divieto relativo allo svolgimento di manifestazioni nel centro storico, che in passato, come afferma il PD locale, sarebbe stato teatro di feste, comizi, musica e dibattiti politici. 
Dopo la diffusione di un comunicato stampa da parte del circolo “Mario Polidori”, è arrivata la risposta del sindaco alla seconda richiesta. Il diniego riguarda soltanto l’utilizzo del centro storico, non lo svolgimento della manifestazione.
Il primo cittadino ha risposto con una nota esaustiva: “In merito alle dichiarazioni del Circolo PD di Poggio Mirteto, è doveroso precisare che non vi è alcuna volontà da parte dell’amministrazione di impedire lo svolgimento della Festa de L’Unità. Al contrario, già da settimane abbiamo manifestato alla segretaria del circolo la piena disponibilità ad individuare insieme soluzioni alternative, indicando come sede più idonea il Parco San Paolo, oltre ad altre possibili aree da condividere. Il diniego riguarda esclusivamente l’utilizzo del centro storico. Tale scelta è dettata dalla necessità di tutelare la vivibilità dei residenti, già ampiamente coinvolti durante l’anno da numerose manifestazioni culturali e istituzionali, promosse o patrocinate dal Comune, con finalità ben diverse da quelle prettamente politiche. A questo si aggiungono le evidenti problematiche di viabilità derivanti dalla chiusura delle strade del borgo. La nostra volontà è duplice: da un lato garantire i diritti e la serenità dei cittadini, dall’altro assicurare al PD lo svolgimento della propria festa politica. È per questo che abbiamo proposto con convinzione il Parco San Paolo, un luogo che per ubicazione, spazi e conformazione si presta perfettamente ad ospitare qualsiasi manifestazione, senza penalizzare la circolazione stradale né gravare sui residenti. Vale la pena ricordare, inoltre, che le feste politiche (e in particolare la Festa de L’Unità) si sono sempre svolte al di fuori del centro storico: al piazzale del campo sportivo, in piazzale Primo Maggio o al Parco San Paolo stesso. Solo quest’anno, con il cambio di amministrazione, si chiede di occupare il borgo e, parallelamente, si alimenta una polemica infondata su libertà e democrazia. Perché mai?Anche noi, dunque, rivolgiamo una domanda al PD: perché non organizzare la festa al Parco San Paolo, luogo centrale, suggestivo e logisticamente ideale, dove non vi è bisogno di chiudere strade né sottrarre parcheggi?
Infine, – ha concluso Arcieri – un’ultima considerazione personale come sindaco. Ho ricevuto parole offensive e strumentali che non appartengono al confronto politico sereno. Vorrei solo ricordare che, per storia personale, familiare e politica, non ho certo bisogno di lezioni dal PD su cosa significhino democrazia e libertà”.
Ma il PD incalza, perché considera che negare i suddetti spazi significa attuare una disparità di trattamento fra i cittadini che organizzano eventi e violare il diritto costituzionalmente garantito di libera riunione dei cittadini. 
Il segretario Samantha Scipioni ha chiesto dunque al Prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio, di voler valutare questi comportamenti e i relativi atti.
Sulla questione è sceso in campo anche il Circolo Arci di Poggio Mirteto.
“Siamo sgomenti riguardo a quanto deciso dal sindaco di Poggio Mirteto non concedendo il centro storico per la festa dell’Unità. – fanno sapere in una nota – Siamo convinti che la direzione del “vento” del cambiamento non sia legata ad una specifica amministrazione visto che già da diverso tempo la realtà associativa non ha avuto vita facile, soprattutto nell’ambito dell’organizzazione del Carnevalone Liberato. Tuttavia mai abbiamo avuto nero su bianco un diniego paragonabile a quello che il Circolo locale del PD  ha ricevuto in questi giorni. Eppure si tratta di una legittima richiesta di suolo pubblico che qualsiasi cittadino, associazione e, perché no, partito, ha diritto di fare come sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 17. Le motivazioni del Sindaco sono discutibili per non dire campate in aria: non è vero che mai sono state fatte feste di partito nel centro storico, vedi la Festa de L’Unità nel 2019 o per andare più indietro la festa di Liberazione di Rifondazione Comunista nel 2005. Ed è altrettanto discutibile affermare che si debbano concedere spazi solo alle feste “rivolte a tutta la cittadinanza”, che non è certamente in toto cattolica ma accetta, sia per ragioni storiche ma soprattutto per libertà di espressione, feste di santi che si svolgono anche nel centro storico”.
l’Arci locale sostiene che quella del Circolo PD non sia una polemica inutile, ma la conseguenza di una decisione arbitraria presa dal primo cittadino senza alcuna base normativa.
“È veramente ridicolo – prosegue il Circolo Arci – il fatto che l’amministrazione si sia autoproclamata “salvatrice” degli abitanti di Poggio vecchio. Molti di noi abitano nel centro storico e non sono assolutamente questi i problemi, semmai le strade dissestate, le deiezioni canine e feline, l’incuria e la cattiva gestione della viabilità in occasione delle feste, non le feste stesse che invece lo valorizzano. 
Tra l’altro, proporre Parco San Paolo, non richiesto per altro, significa in termini tecnici creare un impianto elettrico a norma e una adeguata illuminazione ad hoc per la festa, perché il parco non ha un impianto fisso, ma questo va volta per volta installato, certificato e disinstallato, operazioni economicamente gravose per le piccole associazioni di cittadini. Per non parlare della cosa più grave che è “sindacare” su una libera decisione di un circolo di scegliere il luogo che ritiene più idoneo. Se l’amministrazione prosegue su questa strada creerà un pericoloso precedente, escludendo le iniziative politiche dal centro storico, che comprende anche piazza Martiri della Libertà, si toglie allo spazio centrale del paese il valore stesso dell’ esserne cittadini. Insomma, – conclude l’Arci di Poggio Mirteto – ci sembra scontato ma a quanto pare bisogna ricordare che è nel confronto di idee che si combattono le battaglie politiche, non certamente con la censura, quella è un privilegio da regime del secolo scorso”.

Author: redazione