Cane rischia la vita lasciato in cortile sotto il sole: accade a Poggio Nativo

 
Un privato cittadino con pec denuncia il maltrattamento e chiede un intervento immediato del Sindaco, della Forestale e del servizio veterinario della Asl di competenza
 
“Buongiorno Gianluca,
con la presente desidero sottoporre alla tua attenzione la situazione relativa ad un cane di proprietà presente nel territorio comunale, le cui condizioni di detenzione destano forte preoccupazione e richiedono un tempestivo accertamento da parte degli organi competenti”, con queste parole un privato cittadino si rivolge, con pec, al sindaco di Poggio Nativo Gianluca Vagni (inviando per conoscenza la mail alla sottoscritta in quanto giornalista e al dirigente Asl veterinaria di Rieti Andrea Di Giovanbattista), per segnalare un caso di maltrattamento  che richiede un intervento tempestivo del primo cittadino essendo responsabile a norma di legge del benessere degli animali sia di colonia, che di privati cittadini, che in stato di libertà sul suo territorio comunale.  Nella pec si legge:
“Si segnala che il cane trascorre  il tempo sempre da solo, sia di giorno che di notte anche se in casa è presente la proprietaria, esposto alle alte temperature estive e senza un adeguato riparo dalle condizioni climatiche. Si ricorda che il proprietario o detentore dell’animale è responsabile del suo benessere e condizioni di vita compatibili con le esigenze etologiche del cane. L’animale attualmente si trova chiuso in un recinto inaccessibile dall’esterno adiacente all’abitazione del proprietario, senza ombra e su pavimento bollente. Cerca di trovare riparo sotto una piccola siepe adiacente non sufficiente per la sua stazza. Inoltre ha a disposizione una vaschetta per l’acqua chiaramente bollente e molto spesso niente. I vicini di casa sono al corrente della situazione ormai da molto tempo, ma non vogliono essere citati. Sono stata a più riprese sul luogo ed ho notato che la proprietaria molto spesso è assente. Quello che fa è pulire il pavimento dalle eventuali deiezioni. Le condizioni sopra descritte, qualora accertate, potrebbero configurare una situazione riconducibile alla fattispecie di maltrattamento di animali prevista dall’articolo 544-ter del Codice Penale. Ho già allertato la forestale di Poggio Mirteto e giusto questa mattina sono stata alla ASL ed ho parlato con il direttore del blocco 4, Sig. Andrea di Giambattista, che mi ha spiegato l’esatta procedura che doveva partire dal Sindaco del Comune di appartenenza, sulla situazione incresciosa.
Evidenzio quindi che il Sindaco, quale autorità Sanitaria locale ai sensi dell’articolo 50 del decreto legislativo 267/2000 (testo unico degli enti locali), è chiamato ad attivarsi, attraverso gli uffici competenti e in collaborazione con il Servizio veterinario della ASL, per verificare eventuali situazioni di sofferenza, o mancato rispetto delle norme sul benessere animale presenti sul territorio comunale”.
“Sono disposta ad accogliere il cane presso la mia abitazione il tempo di permettere alle associazioni di zona di poter trovare per lui una situazione più consona. La mia palese paura è che possa essere trasferito in un canile definitivamente – si precisa  nella pec – . Alla luce di quanto esposto, richiedo quindi un intervento urgente della Forestale e del Servizio Veterinario della ASL competente affinché venga effettuato un sopralluogo e siano accertate le condizioni di detenzione del cane, adottando, qualora necessario, i provvedimenti previsti dalla normativa vigente. Confido in un tuo sollecito interessamento, data la gravità della situazione”.
Alla mail sono allegati video che attestano lo stato di sofferenza del cane che, tra l’altro, si vede girare continuamente su se stesso.
Ricordiamo che non sono isolati i casi di sindaci che in Italia hanno emesso ordinanze estive per proteggere i nostri amici a 4 zampe dai colpi di calore. Oltre alle ordinanze locali il codice penale (articolo 727) punisce la detenzione di animali in condizioni incompatibili  con la loro natura e che provocano gravi sofferenze, come la reclusione  sul balcone sotto al sole, o similari. Esemplare l’ordinanza, ad esempio, del sindaco di Giugliano Diego D’alterio, a tutela degli animali di affezione durante il periodo estivo. Nella ordinanza si ordina: il divieto di tenere animali su balconi, terrazze, cortili ed aree esterne dalle 11 alle 18, l’obbligo di garantire ombra, acqua fresca e ambienti idonei, sono anche previste sanzioni da 150 a 500 euro.
 
 
Maria Grazia Di Mario
 foto tratta da facebook sito comune di Poggio Nativo

Author: redazione