Fonditori di campane celebri o poco noti per le chiese di Sant’Oreste

sant'orestefonditori

di Renzo Giorgetti

Un carteggio dell’archivio storico comunale [n.94/4] contiene interessanti documenti relativi alla fusione di campane per la collegiata di S.Lorenzo.

Il primo documento del 1776 indica la realizzazione di una campana ad opera del fonditore di Roma Angelo Casini.

 

«Illustrisimo signor signore priore colendissimo, havendo già fusa la campana che per mezzo del signor dottor Fenici mi è stata ordinata da Vostra Signoria illustrissima e da codesti signori pubblici rappresentanti, gliene avanzo la notizia, affinchè possino mandare a prenderla e per mercoledì prossimo o giovedì la troverannno del tutto all’ordine; la medesima è riuscita del peso di libre centoquarantasei da riscontrarsi poi da chi verrà a prenderla con il ddenaro. La figura di S.Edistio a cavallo non è venuta molto bene impressa perchè non mi è riuscito di trovare una buona medaglia. La campana ha un ottimo suono, onde spero, che ne saranno tutti contenti. Io posso servirla in altro mi comandi con tutta libertà e lo stesso dico a codesti signori ed intanto con sensi di perfetta stima passo a soscrivermi, di Vostra Signoria illustrissima, umilissimo, devotissimo servitore obbligatissimo Angelo Casini fonditore, Roma 21 settembre 1776.»

 

Angelo Casini, non altrimenti noto, sicuramente faceva parte della celebre dinastia di fonditori romani tra cui ricordiamo Innocenzo che nel 1725 fuse il “Campanoncino” per la Basilica di S.Pietro; Paolo che nel 1744 fuse una campana per il monastero romano di S.Bernardo ed Andrea che nel 1804 fuse campane per il Campidoglio.

 

Nel 1824 in occasione della necessità della fusione di una campana per una chiesa di Sant’Oreste, venne suggerita e caldeggiata l’opera del fonditore Giovanni Antonio Angelucci a Spoleto, da parte del vescovo Luigi Provenzani, scritta da Calvi nell’Umbria.

La lettera scritta all’arciprete di Sant’Oreste, reca infatti sul retro la seguente indicazione esplicita: “Gio Antonio Angelucci campanaro mi scriverete a Spoleto.”

 

«Sapendo qual soprammano ha Vostra Signoria illustrissima sugli affari di codesta Comunità e conoscendo quanto sia efficace sul buon sistema di essi, tengo a raccomandarle il presente relatore acciò lo patrocini presso il pubblico affinchè sia ad esso affidato la fonditura della nuova campana che sento doversi fare in codesto luogo; esso è un fonditore eccellente e sono già gli anni tre che lo sto provando colla pratica tanto più che altrove ed è indicibile quanto sia ben riuscito in tutte le manifatture che gli sono state affidate di sua professione: egli è onestissimo ed ha tutti i requisiti che lo caratterizzano per un ottimo professore per quello riguarda la sua professione; ond’è che occorrendo costì lavori di sua indaggine la consiglio a non allontanarsi da esso, sicuro che farà sempre una buona figura. Tanto mi occorre nell’atto che rinnovandole la mia servitù pregandola ad ossequiarmi codeste buone religiose, pieno di stima passo a segnarmi, di Vostra Signoria illustrissima, umilissimo, devotissimo, obbligatissimo servitore Luigi arcivescovo Provenzani. Calvi 25 dicembre 1824.»

 

Non ostante la forte raccomandazione il lavoro forse non venne aggiudicato all’Angelucci, poichè non ci sono elementi certi in tal senso.

Nel 1826 fu prevista la fusione di due campane per la collegiata e si pensò di affidare il lavoro al fonditore Raffaele Lucenti di Roma, dietro ordine della Sacra Congregazione del Buon Governo. Questo emerge da una lettera del cardinale Guidobono Cavalchini prefetto di essa:

 

«Magnifico mio amatissimo, non è ammissibile l’istanza de comunisti di S.Oreste di erogare nella rifusione delle due campane di quella chiesa una parte del canopne de beni, destinato al sacro oggetto della sodisfazione de creditori; per supplire alla spesa medesima facilissimi sono li mezzi col ritirare dal esattore del 1824 li scudi ottantotto e bai 47 rimasti in sue mani e con attivare l’esigenza delle somme dovute dai debitori. In quanto poi alla suddetta rifusione ha ordinato la Sacra Congregazione che si procuri di fare il contratto col professore Lucenti per una somma determinata, procurando un qualche vantaggio e risparmio sulla somma dello scandaglio. Ma peraltro vi resti compreso ogni e qualunque lavoro di trasporto e di caso della mettitura in opera e che al articolo delle armature e ferramenti sia specificato il numero ed il peso di questi, tanto farete nota per l’esatto adempimento e vi prego salute. Roma 10 maggio 1826, vostro amorevole cardinale Cavalchini prefetto.»

 

In data 26 agosto 1827 vennero collocate le due campane già ultimate come dalla ricevuta seguente:

 

«Io sottoscritto ho ricevuto dall’illustrissimo signor Angiolo dottore Baldini agente della Comunità di S.Oreste la somma di scudi dieci per impiegarli nella spesa di vari ferramenti ed altro necessari per la collocazione delle campane nel campanile del detto luogo, il quale disse pagare con animo di rivalersi a carico della stessa Comunità. In fede etc. Roma questo dì 26 agosto 1827, Raffaele Lucenti.»

 

Le due campane erano state fuse nel 1825, come attesta l’incisione sui di esse citata in un volume edito nel 2003: “Opus Fratrum Lucenti Fund. Anno Jubilei MDCCCXXV”.

Purtroppo il carteggio non evidenzia altri documenti inerenti la fusione di Lucenti se non una lettera del 7 agosto 1827 riguardante la fornitura di ferramenti per le suddette campane, che non presenta alcun interesse.

 

 

AA.VV. Sant’Oreste e il suo territorio, Rubbettino editore, Soveria Mannelli 2003, p. 194.

 

 

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