| La coerenza aziendale della Rai al 60 esimo Festival della canzone a Sanremo |
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Toto Torri Il valzer assurdo su Morgan e l’esclusione di Paolo Rossi,”un mediocre sabotaggio”. Abbiamo molta stima per il direttore di Rai Uno, già da quando dirigeva il Tg2,anche se schierato politicamente, ha cercato sempre di conciliare le due sponde politiche in maniera equamine e mai prendere cappello. Ora passato a dirigere la rete ammiraglia, il direttore Mazza per la prima volta arriva a Sanremo nella sua veste ufficiale, ad osservare da vicino la gallina dalle uova d’oro della Rai. Una settimana di dirette di un grande Barnum mediatico, sul quale si accendono i riflettori della grande massa di teleutenza italiana, che comunque sia, polemiche, illazioni, gossip alimentano in maniera esagerata. La curiosità dei media saziata, con la collaborazione massiccia di radio, tv private, network, stampa, che arriva da una bella fetta del pianeta. Perché si voglia o no , Sanremo da sempre è un po’ come ll Colosseo a Roma o il panettone a Natale.Come se non fosse sufficiente l’apparato festivaliero, quest’anno si è arricchito dapprima della farsa Morgan. Morgan si, Morgan no, Morgan “NI”. Se il povero Morgan è di cattivo esempio, perché ingenuamente ha ammesso , che nei momenti di depressione fa uso di coca, a questo punto la Rai, avrebbe dovuto prendere rigida posizione , ordinando la sua radiazione e la polemica si sarebbe fermata lì. Invece ieri ed oggi nelle mega conferenze stampa ,Antonella Clerici ,di fronte ad una platea di 500 giornalisti ha dichiarato con la complicità del direttore artistico, che pur in qualche maniera Morgan sarà menzionato, anzi qualche giorno fa si parlava di un’ ospitata e relativo brano sul palco dell’Ariston, alla presenza del direttore di Rai Uno, che in qualche maniera ha cercato di sconfessare quanto accaduto. Politica e coerenza aziendale Rai? E per finire l’argomento ,se regna questo ipocrita, moralismo bacchettone e clericale, che allora si faccia sul serio. E’ una proposta, a tutti gli artisti prima della loro esibizione, si proceda ad un sommario antidoping, si fa nello sport , calcio e soprattutto ciclismo, ricordando a questo punto la disgraziata vicenda del grande Pantani. Credetemi, spessissimo vedremmo saltare ,più di qualche programma . E’ una battuta provocatoria la mia, ma in fondo mica tanto. Queste decisioni, ovviamente arrivano dai primi gradini dei vertici. Per il comico di sponda sinistra da sempre Paolo Rossi,è andata pressoapoco così, gli arriva un invito per partecipare della Rai, dopo alcuni giorni con un sms,un definitivo,laconico “No” . Paolo Rossi ottimo artista, cabarettista di valore dalla vena graffiante ironica a volte intelligentemente feroce, si conosce da sempre quale sia la sua arte. E allora? Perche’ questa magnifica coertenza aziendale?Non si sa, che il signor Paolo Rossi ,professione comico, comunista e finanche un po’ anarchico, veste quei panni e che il suo peccato, è quello di non essere mai salito sul carro del vincitore, un attore scomodo per i tempi che corrono e allora lo si lasci nel suo e non lo si inviti, per poi ricusarlo. Ad escludermi ha dichiarato Paolo Rossi, che qualche volta , abbiamo visto, in “Che tempo che fa” di Fabio Fazio su Rai Tre, è stato il sabotaggio dei mediocri “sarebbe facile, parlare di censura, regime, ma per quello è necessario essere efficienti.Questi non hanno né la stoffa, nè la cultura, né l’intelligenza, nè le…. Non si sta vivendo in un regime, ma in una corte.” La soap è terminata con un “no” definitivo. Il pezzo che Paolo Rossi, avrebbe presentato è un dialogo fra il Cittadino e lo Stato: dove si parla dei problemi innumerevoli del quotidiano, chiama in causa tutti, senza far nomi forse per far ridere e anche far pensare. Ed ecco qui dice Paolo Rossi,” che subentra la congiura dei mediocri, la prevalenza del cretino. Per cui tutti pensano cosa piaccia al capo e addio ai buoni pensieri , tema che riguarda tutti noi e i posti di lavoro”. Quel dialogo fra Cittadino e lo Stato, Paolo Rossi non lo rinchiuderà in un cassetto, ma cercherà di farlo sentire comunque da radio e tv private, mentre sta provando“Mistero buffo”, liberamente ispirato a quello che trionfò con Dario Fo,e che a maggio sarà al Piccolo Teatro di Milano per poi portarlo a Roma e a chi avrà il coraggio di ospitarlo. E intanto godiamoci ,comunque vada , la prima serata del Festival,con Antonella Clerici , Bonolis, Laurenti, Cassano , Susan Boyle, la brutta anatraccola,e bravissiama Susan , uscita dalla favola di Cenerentola . Un fatto è certo ,in prima battuta, una tv ,che inaugura la grande manifestazione sanremese, con la gag del fantasma Morgan e del no in extremis al signor Paolo Rossi: mica male.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 20:35 |









