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| EMILIO DI IANNI: LETTERA A MARIO MONTI |
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| Giovedì 19 Gennaio 2012 17:27 | ||||||
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Emilio Di Ianni Al Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti
e.p.c. al Presidente del Senato On. Schifani Al Presidente della Camera dei Deputati On. Fini Chi Le scrive è un cittadino che per tantissimi anni ha partecipato alla vita politica della città e della provincia di Rieti e che ha rappresentato sempre e soltanto i problemi della gente che gli ha dato il suo voto e il suo appoggio. Mi rivolgo a Lei quindi, a nome di tanti cittadini che La stimano e hanno piena fiducia nella Sua grandissima esperienza acquistata nel mondo della finanza e dell’economia. Mi rivolgo a Lei per rappresentarLe anche fortissime preoccupazioni in cui moltissime persone vivono. Mentre gli stipendi e le pensioni perdono ogni giorno sempre più la capacità di acquisto con i prezzi che aumentano in tutti i settori, mentre sempre più persone rischiano di perdere il posto di lavoro, mentre il precariato avanza, invito Voi e il Vostro governo a prendere altri provvedimenti. Vi prego di non continuare a “punire” chi ha pagato e paga regolarmente i tributi, che non sono pochi, chi, con tanti sacrifici, si è fatto una casa, perché mi sembra e ci sembra che, per il momento, proprio la casa, quella acquistata con mutui regolarmente pagati grazie a rinunce di ogni tipo, sia il bene più tartassato. Ci sono tante, anzi tantissime situazioni di privilegio che riguardano la politica e anche la burocrazia. Facciamo un atto di responsabilità nei confronti di tantissimi cittadini onesti, aboliamo i privilegi di cui i Deputati e Senatori, amministratori regionali, provinciali e comunali godono, facciamo che tutti i politici, di ogni rango, lascino i privilegi e svolgano il servizio per il quale sono stati eletti dai cittadini. Facciamo funzionare la forbice laddove c’è tanto da tagliare, i grandi patrimoni, le grandi pensioni, i vitalizi, le doppie, triple o quadruple retribuzioni, le liquidazioni e gli stipendi di amministratori e manager che molto spesso si sono rivelati poco onesti e grandi approfittatori. L’ultimo di una lunga serie è il caso di FinMeccanica. Noi continuiamo a vessare chi è già stato vessato. Risolva il problema del precariato, sappia che molti giovani, troppi giovani non hanno alcuna prospettiva per il futuro. Inoltre Le voglio ricordare che molti sono i problemi da risolvere nella scuola, la fondamentale istituzione di un paese civile, sulla quale si è intervenuti con troppe riforme, che non hanno dato gli esiti sperati. Tutti cominciano a rendersi conto che mancano gli insegnanti, che le classi sono troppo numerose, che non ci sono fondi per pagare chi lavora, che molti locali sono fatiscenti, che non esiste quasi più il cosiddetto tempo pieno, che gli insegnanti di sostegno a quei giovani con gravi problemi fisici e psicologici sono ormai ridotti al lumicino. Ricordi che laddove la scuola pubblica funziona e forma è grazie all’abnegazione degli insegnanti che si sobbarcano, nonostante tutto, impegni e sacrifici perché sentono la dignità dell’insegnamento e forte hanno il senso del dovere. Non si può sostenere la scuola privata a danno di quella pubblica solo per raccattare voti sicuri. È ora che la classe dirigente sia rinnovata e che sia messo a tacere chiunque fino ad oggi ha approfittato dell’esercizio del potere per fare solo i suoi comodi. Sappia, signor Presidente, che i cittadini sono stanchi, non vogliono continuare a pagare gli sbagli commessi da chi si era assunto l’onere e l’onore di governarli. Vorrei che venisse ricordato a tutti che la politica è una cosa seria, molto seria e che perciò va affrontata con senso di responsabilità e con la consapevolezza di rendere un servizio grande e onorevole alla propria gente e alla propria patria. Non abbiamo più bisogno di tanti, troppi “Scilipoti”, per fare politica abbiamo solo bisogno di persone oneste e consapevoli. La storia ci ha insegnato che la politica è un servizio che dà onore e dignità, più importanti di qualsiasi ricompensa. Sappiamo tutti che devono essere affrontati tanti sacrifici, per risollevare questo nostro martoriato paese dal baratro nel quale è stato gettato da chi avrebbe dovuto sostenerlo, e lo facciamo con amore e senso di responsabilità, ma non si può tollerare che siano solo pochi, sempre gli stessi, a doverlo fare. “Privilegio” è una parola che dovrebbe scomparire dal vocabolario. È invece è un privilegio gravemente offensivo il provvedimento con il quale la governatrice del Lazio Renata Polverini ha esteso il vitalizio a tutti i componenti della sua Giunta. Molti sono stati non solo i cittadini del Lazio, ma anche gli amici che mi hanno fatto notare come non fosse equo e socialmente giusto quanto accaduto a notte fonda, proprio mentre il governo del paese affrontava il tema dei vitalizi dei parlamentari e molte regioni italiane si accingevano a cancellarli. Tutto questo nella prospettiva veramente vergognosa dell’aumento dei ticket sanitari, della riduzione e, in alcuni casi, della soppressione di servizi proprio nei confronti di chi ha bisogno di assistenza perché non ha la salute che, insieme al lavoro, è il bene primario. Voglio concludere ricordando una verità che la pratica politica mi ha insegnato: è un grande uomo politico colui che toglie a pochi per dare a molti, a coloro che hanno meno possibilità. La ringrazio a nome dei cittadini che ho inteso rappresentare, per il lavoro non facile che ha deciso di assumere con grande senso di responsabilità e soprattutto La ringrazio perché sono certo che vorrà svolgerlo all’insegna dell’equità e della giustizia sociale, le sole prerogative indispensabili affinchè le riforme siano accettate da tutti. Emilio Di Ianni
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 17:30 |
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