Contro la mercificazione dell'acqua scende in campo l'Arci PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Marzo 2010 19:07

 

Nel contesto del globalizzato libero mercato (scrive l'Arci di Rieti), inesorabilmente si afferma la mercificazione universale di tutta l'acqua dolce del pianeta attraverso la privatizzazione dei servizi idrici,  la privatizzazione del diritto a bere attraverso lo sfruttamento privato e l'imbottigliamento
dell'acqua delle sorgenti e la fissazione del prezzo dell'acqua grezza secondo il modello
gestionale già sperimentato per il petrolio.

Alcune regioni e province italiane hanno ceduto alle ‘chimere’ del privato efficiente che porta  risorse aggiuntive, ma quelle esperienze si sono subito rilevate un danno per i cittadini ed il  servizio: costi molto più alti ed investimenti inesistenti, come è avvenuto ad esempio ad Agrigento, Arezzo, Aprilia o a Latina.Vi è dunque una grande preoccupazione per il decreto Fitto-Ronchi, che di fatto obbliga alla privatizzazione e mercificazione dell’acqua e dei beni comuni.

Per dare un contributo alla lotta contro la mercificazione dell'acqua l'Arci ha aderito
all' escursione-manifestazione alle Sorgenti delle Capore che si terrà domenica 14 marzo.
Invitiamo tutti i soci a partecipare.

Si parte alle ore 10 da Osteria Nuova (Frasso Sabino), all'incrocio tra Salaria e Mirtense e ci si
incammina verso una delle sorgenti più ricche del centro Italia, nel cuore della Sabina.
Si tratta di una passeggiata da fare con tutta la famiglia, il percorso è agevole e solo in parte
leggermente in salita. L’arrivo è previsto alle 13,30 nell’area attrezzata sulle sponde dello splendido
Torrente Farfa dove ci sarà un momento di ristoro e di svago.

Ci sarà tempo infine per una riflessione sulle ultime vicende legislative e su come molti Comuni,
Province e Regioni stanno resistendo alle spinte privatizzatici messe in atto da tutti i Governi.

 

"Nel 2006 l'ONU ha dichiarato che siamo nel pieno di una crisi mondiale dell'acqua,
ne ha indicato gli epicentri nella Cina e nell'India, negli USA, nel Mediterraneo e ha
affermato che nei prossimi decenni un miliardo di profughi dell'acqua si aggireranno
per il mondo.
Il segretario Generale Onu ha definito l'acqua il carburante per le guerre del futuro prossimo
e che crisi mondiale dell'acqua e crisi energetica si alimentano l'una con l'altra.[...]
E' mia convinzione che l'acqua non sia una delle tante grandi questioni
ambientali, bensì il centro del paradigma ineludibile dei Beni Comuni attorno al quale,
volenti o nolenti, si dovrà ricostruire la politica del XXI secolo." Emilio Molinari
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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Marzo 2010 19:10