Gianni Letta dirigerà la Fondazione Flavio Vespasiano PDF Stampa E-mail

 

"Grazie! La musica parla al cuore e col cuore voglio dire grazie al sindaco e a Rieti, per due ragioni. A Rieti porto un grazie ufficiale del Governo per aver saputo ridare alla città questo gioiello, per aver raccolto e continuato una tradizione illustre. Un secondo grazie va a questa città perchè è la città della persona più cara che ho, mia moglie Maddalena",

con queste parole il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta ha salutato gli oltre mille spettatori  che hanno preso parte al concerto organizzato per la riapertura del Teatro Flavio Vespasiano (dopo oltre tre anni di chiusura per lavori di ristrutturazione). Letta ha colto l'occasione per annunciare pubblicamente di voler accettare la presidenza della neonata Fondazione Flavio Vespasiano, organismo, voluto dal sindaco Emili e dall'assessore alla cultura Formichetti, che gestirà eventi, concerti e rassegne di rilievo internazionale (non meno di dieci grandi manifestazioni l'anno). Ma Letta ha colto l'occasione anche per parlare dei problemi della città (prima della manifestazone al Vespasiano, con l'ex presidente del Consiglio Marini, anch'esso tra gli invitati,  aveva  incontrato, alle ore 20, i segretari  provinciali Fiom, Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Ugl per discutere la questione Ritel). "Questo teatro è destinato ad avere un grandioso futuro - ha puntualizzato -  e non solo un grande passato. Condivido che diventi il simbolo per una rinascita della città e della risoluzione dei problemi occupazionali. In un momento come questo dobbiamo ripartire dall'umiltà e responsabilità di lavorare, per risolvere i tanti problemi, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Auguri, ancora Rieti! Che il vostro teatro sia garanzia di un futuro sereno". Non poteva mancare, da parte del Sottosegretario, un richiamo all'importanza dell'Imperatore Vespasiano:" Un nome illustre, non solo per la Sabina ma nella storia del mondo, che ha avuto tanti motivi per diventare importante, tra di essi, non dimentichiamolo, quello di aver creduto molto nelle arti". Parole commosse anche da parte del sindaco Giuseppe Emili che ha ricordato le caratteristiche uniche del Teatro: considerato il migliore al mondo in fatto di acustica è anche tra i più antichi d'Italia, in quanto la prima pietra fui posta il 16 dicembre 1883. "Ne faremo il fulcro  delle attività culturali di questa città - ha detto, con evidente commozione - e della tradizione del melodramma che ci rende unici in tutto il mondo". Di grande qualità il concerto dell'Opera Studio dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell'Orchestra Sinfonica di Roma, diretta da Marcello Rota. Al pubblico reatino presente (Emili si è scusato con le migliaia di persone alle quali non è stato possibile partecipare) si sono affiancate presenze da grandi occasioni: dal consigliere regionale (ed ex sindaco di Rieti) Cicchetti, all'Onorevole Guglielmo Rositani,  al sindaco di Poggio Nativo Vittore Antonini, all'artista, nonché presidente del consiglio comunale di Rieti, Gianni Turina.

 

 

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