| Salviamo la nostra agricoltura |
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| Venerdì 15 Gennaio 2010 19:37 | ||||||
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di Gianni Ciaccio Vorrei affrontare l’esplosione sociale di Rosarno sotto un aspetto che ci riguarda direttamente, praticamente e localmente. A noi come territorio verde ed agricolo reatino, come di tante altre province italiane. Dove provano a vivere migliaia di piccoli agricoltori ed imprenditori agricoli. Mi sono chiesto il perché di quanto accade al sud, ma anche al centro ed al nord. Possibile che l’agricoltura possa reggere solo grazie al lavoro nero sottopagato? E’ solo malavita? Si, è tutto ciò, ma c’è un però. E ci riguarda tutti, in prima persona. Sapevamo che le arance vengono pagate all’agricoltore circa 10 centesimi al chilo? Dieci centesimi! E quanto le paghiamo poi al supermercato? Come possiamo sperare di trovare prodotti di qualità a dieci centesimi? Come si può pagare decentemente la mano d’opera? Perché costano così poco? Perché si scontrano con le grandi importazioni del Mercato, inteso come grandi Multinazionali. Questi giganti, al momento gli unici compratori dei nostri prodotti agricoli, gli unici che possano garantire l’acquisto di grandi quantità, hanno in mano le chiavi del Mercato. E così dobbiamo “abbozzare”. Ci strangolano ma non abbiamo alternative. Saremo costretti ad abbandonare le nostre terre. Ma niente paura. Qualcuno arriverà e ci spiegherà che la colpa era nostra che volevamo prodotti biologici in un mondo dove semi OGM e pesticidi chimici sono molto più produttivi. Ed acquisterà le nostre terre a due soldi. Ed avrà il controllo totale. Vogliamo tutto ciò? Io no!!! Anche con quattro punti esclamativi. NO!!!! Ed alcuni amici illuminati mi indicano una strada alternativa che passa per ciascuno di noi consumatori. Una strada più difficile a dirsi che a farsi. Prendiamo l’elenco telefonico, google, sentiamo gli amici, informiamoci e contattiamo le aziende agricole più vicine a casa. Andiamo a trovarli e vediamo come lavorano. Compriamo direttamente da loro. Come facevano i nostri nonni con le bici, che non avevano ne pc ne telefonini. Orti, frutta, prodotti vari. Le arance? Le compriamo ad 1 euro direttamente dal produttore. Lui può viverci e pagare i braccianti. Noi sappiamo come le coltiva. E così per tutti gli altri prodotti della terra. Ed essendo io uno di questi piccoli agricoltori, posso dire che ve li porterei pure a casa, i miei prodotti. Strade e città pieni di piccoli furgoni che portano a casa vostra/nostra i vostri/nostri acquisti. Voi risparmiate tempo e benzina, richiedete direttamente i certificati biologici, mangiate più sano. Il piccolo produttore vive e da lavoro tutelato, mantiene e migliora il verde, il tesoro più prezioso per ogni territorio e per i suoi abitanti. Un sogno che già gli acquirenti più vispi stanno realizzando. Loro dicono che lo fanno per i loro figli, ma in realtà lo fanno anche per loro stessi. Che ne dite, vogliamo diffondere questo segreto?
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 19:44 |









