La tracciatura del solco dritto a Bacugno ( RIETI) ed a Valentano (VITERBO)

 

di Giorgio Giannini

 

 

di Giorgio Giannini

Entrambe le tracciature del “solco dritto” si fanno in agosto. Però a Bacugno (frazione del Comune di Posta in Provincia di Rieti) si fa  nella notte tra il 3 ed il 4 agosto mentre a Valentano (paese vicino al lago di Bolsena, in Provincia di Viterbo) si fa all’alba del 14 agosto, cioè il giorno precedente il ferragosto, quando si celebra la Madonna Assunta in cielo.

A Bacugno i “solcatori” partono la notte del 3 agosto per salire sul Monte Boragine (1829 m. s. l. m). Durante il percorso, all’alba si taglia nel bosco  un grande tronco di faggio, precedentemente individuato, che è poi trasportato a spalla da decine di persone sulla cima del monte, dove è innalzato a fare da “biffa”, cioè viene usato come segnale di riferimento per l’inizio della tracciatura del “solco dritto”. Inizia quindi la tracciatura del “solco dritto” con una coppia di buoi da parte dei “solcatori” che  discendono dal Monte Boragine, partendo dalla “biffa”, dirigendosi verso la Chiesa di Santa Maria della Neve. Lungo il tragitto la comunità di Vetozza offre una ricca colazione ai “solcatori”, mentre si suona e si fanno balli tradizionali, che ristorano nel corpo e nello spirito i “solcatori” prima della ripresa del cammino verso Bacugno.

Quando i “solcatori“ arrivano nel paese innalzano la seconda “biffa” in corrispondenza dell’ingresso principale della Chiesa di Santa Maria della Neve, che   indica la fine della tracciatura del “solco dritto”.
La riuscita del “solco dritto” è di buon auspicio per le attività agricole dell’anno seguente.

Le due “biffe” e il “solco dritto”  sono visibili per tutto l’anno sul dorso brullo del Monte Boragine.

Il giorno seguente, 5 agosto, quando si festeggia  Santa Maria della Neve, c’è la cerimonia del Toro Ossequioso. Le origini di questa cerimonia risalgono all’era precristiana, in particolare a  forme rituali tipiche dei Sabini.

La mattina del 5 agosto il toro, ornato con festoni, si inginocchia sul sagrato della Chiesa di Santa Maria della Neve al cospetto della statua della Madonna. Naturalmente, il toro è addestrato ad inginocchiarsi fin da piccolo.

Durante l’anno il toro vive nella “casa del toro”, realizzata dal Comitato dei festeggiamenti all’interno di un parco a lui dedicato, nella frazione di Steccato, vicino alla piazzetta principale del paese.

A Valentano invece la tracciatura del “solco dritto” è collegata alla festa della Madonna Assunta in Cielo. Infatti, si fa all’alba del 14 agosto, cioè alla vigilia del Ferragosto, che è la festa di ringraziamento per l’annata agraria, che si celebra con particolare solennità e con manifestazioni folkloristiche, che richiamano alla memoria antichi riti propiziatori verso le divinità agresti.

Alla Madonna vengono offerti biscotti e grappoli d’uva (a simboleggiare il pane e il vino). Poi, al rullar di un tamburo, una processione parte dalla casa dei deputati signori della festa e procede verso la Chiesa parrocchiale dove si conserva la statua lignea della Madonna Assunta che, secondo la tradizione, è stata scolpita nel legno di un ciliegio tagliato nelle territorio di Valentano.

Nei giorni precedenti il 14 agosto si mettono le “biffe”, per controllare la direzione durante la tracciatura del “solco”.

All’alba del 14 agosto, partendo dalle “coste” di Valentano ed andando verso  il “Piano” (la vallata sottostante il paese), si inizia la tracciatura del “solco dritto” con un trattore, mentre in passato era fatta con una coppia di buoi. Il solco è lungo circa 3 km e rimane visibile per molto tempo nel “Piano”  di Valentano.

Se il “solco” è dritto, e quindi di buon auspicio per la successiva annata agraria,  si annuncia la buona notizia andando in giro per il Paese, accompagnati dal suono del tamburello. Poi, la sera, c’è la processione in onore della Madonna Assunta in Cielo.

 

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