Un messaggio di speranza viene da Vallecupola dove il Presepe non si faceva da 15 anni

 

 

 

 

 

di Samuele Annibaldi (tratto da Il Messaggero)

RIETI – Un messaggio di speranza da Vallecupola dove il Presepe non si faceva da 15 anni. «Non è un caso che il Signore ha fatto nascere suo Figlio tra i pastori – spiega dall’Università agraria che ha ideato l’iniziativa, il presidente Giuliano Picchi – e da Vallecupola, terra di pastorizia, arriva un segnale forte in un momento di grande sofferenza non solo a causa del Covid».

La realizzazione

Ai piedi del piccolo borgo medioevale, in una stalla, è stato allestito un presepe, un presepe modesto, come ai tempi di Gesù, con una stella cometa messa a decorazione che sembra invitare il pellegrino al raccoglimento. Un borgo quello di Vallecupola dove il presepe non si faceva da almeno 15 anni ed è davvero particolare il suo messaggio unendo tutta la popolazione che ha trovato una nuova voglia di unirsi per far crescere il borgo, quasi del tutto spopolato.

Il presidente

«L’idea è partita dalla Università Agraria – spiega il neo presidente Giuliano Picchi – La sensazione è di una rinascita per il coinvolgimento e disponibilità dell’intera popolazione, bambini ed adulti si sono adoperati nella realizzazione di questo presepe».

Per il presidente si tratta di un piccolo passo, il primo, presagio di un cambiamento imminente volto a rivalorizzare una delle aree più belle della provincia reatina e uno tra i borghi più belli e suggestivi della zona che, da anni, attira numerosi turisti per la cornice naturalistica, il parco naturale Monti Navegna e Cervia, la presenza della Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario e che nasconde tesori ancora da valorizzare come il “Volto Santo”, opera d’arte dal grande valore artistico, simbolo di speranza e guarigione.

 

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