Privacy Policy Rieti: il pignoramento è "infamante" per Carlo Ubertini (P.S.I.) | Sabina

Rieti: il pignoramento è “infamante” per Carlo Ubertini (P.S.I.)

di Maria Grazia Di Mario

Di sfregio democratico e di ammissione di implicita responsabilità parla il consigliere comunale di opposizione Carlo Ubertini (P.S.I.), riguardo il pignoramento dei beni del Comune di Rieti, immobili di grande pregio storico, culturale e architettonico.
Il lato davvero scabroso è legato al fatto che la notifica del pignoramento sarebbe arrivata circa un anno fa, ma che la giunta non avrebbe comunicato nulla in merito al consiglio comunale. A scoprilo e a denunciare l’episodio, nei giorni scorsi, lo stesso Ubertini assieme ai capigruppo del centrosinistra, Partito Democratico, Rieti Città Futura, Partito Socialista Italiano, Possibile.

“Lo abbiamo saputo attraverso l’operato dell’ opposizione  – precisa il consigliere -, andando a scavare tra le carte. E’ passato un anno senza che si sia cercato di trovare una via d’uscita, una soluzione.  Un fatto grave, una giunta che non ha nulla da farsi rimproverare non nasconde determinate cose, anzi, le mette a disposizione della città tramite il consiglio comunale e quindi una giunta che copre un provvedimento del genere ammette implicitamente le proprie responsabilità, anche se la copertura è un atteggiamento infantile, direi miope, perché alla fine non puoi nascondere ciò che ha una propria spinta e fuoriesce autonomamente”.
A far precipitare una situazione economica già drammatica il debito (tra gli altri in essere) con una Cooperativa, la Quadrifoglio di Pinerolo.

Per Ubertini (assessore all’ambiente nella precedente legislatura di Centro -sinistra, componente del consiglio nazionale del PSI, già rappresentante nazionale dell’ambiente per lo S.D.I. e Membro del tavolo nazionale per la redazione del programma sull’ambiente  nel Governo Prodi) la responsabilità dell’attuale giunta non è tanto sul debito originario risalente ai primi anni del Duemila, quel debito è stato una eredità per loro come nostra – spiega –  però la differenza tra le due amministrazioni è la seguente, una amministrazione il debito lo gestisce sotto tutti i profili, economicamente, tecnicamente e politicamente, tamponando gli effetti negativi e costruendo una prospettiva di uscita, altre amministrazioni, come l’attuale, fanno solo precipitare la situazione ed è quello che si è verificato, si è arrivati all’infamia del pignoramento dei beni del Comune.  Ci troviamo a subire una vicenda ignominiosa, altamente disonorevole, in precedenza nessuna giunta era arrivata a cadere così in basso!”.

Come si è giunti a questa situazione, che sembra essere senza ritorno.
“La ricostruzione dei fatti è d’obbligo, perché poi è chiaro che il ragionamento si sviluppa anche sul piano politico e delle responsabilità. Tutto nasce in riferimento ai rapporti che il comune ha intrattenuto, fino ai primi anni Duemila, con la Cooperativa Quadrifoglio, una cooperativa che si occupa di gestione assistenziale, quindi di case di riposo, asili nido, assistenza domiciliare etc. L’amministrazione, nei primi Anni Duemila, ha inteso esternalizzare determinati servizi di assistenza sociale, affidandoli proprio alla Quadrifoglio. Durante la gestione sono maturati però dei crediti che ha iniziato a vantare in forza delle sue attività. Sto parlando di un lasso di tempo che va dal 2002 ad oggi, in questi 18 anni si sono alternate 3 giunte, la prima, quella che ha siglato il rapporto, era di destra, nel 2012 abbiamo vinto le elezioni e siamo andati al Governo della Città come amministrazione di Centro-sinistra, tra l’altro io risultai il primo degli eletti ed andai ad occupare, per la mia professionalità e cultura, il ruolo di assessore all’ambiente, dal 2012 al 2017. Successivamente, nel 2017, purtroppo, per soli 99 voti perdemmo le elezioni e subentrò un’altra giunta di destra, capeggiata da un ex sindaco e consigliere regionale. Durante il nostro mandato abbiamo ereditato molti debiti e non solo riferiti a questa vicenda, ma il nostro sforzo per salvare il Comune, evitare il dissesto e rimetterne gradualmente alcuni, risanando in parte, è stato eccezionale”.

Era noto da tempo che il Comune di Rieti avesse numerosi contenziosi e non solo con la Quadrifoglio.
“Parlando in generale, la precedente amministrazione ne aveva diversi. Per la vicenda specifica del rapporto con la Quadrifoglio noi abbiamo saputo gestire la situazione, prodotto un rapporto quanto di interlocuzione, quanto di atti deliberativi, dal 2013 al 2017 alla Cooperativa abbiamo corrisposto quasi 9 milioni di euro, quindi pur riprendendo in capo al Comune alcune funzioni che svolgeva, abbiamo interloquito, pagato, contenuto e cercato di disegnare anche un quadro di uscita dalla vicenda. Oggi invece cosa è successo? Che veniamo a scoprire letteralmente, e questo è un tema molto importante perché è uno dei punti centrali della questione, che la vicenda con la Quadrifoglio era andata avanti fino alla notifica del pignoramento dei maggiori beni comunali, cioè le richieste della Quadrifoglio, i decreti ingiuntivi che aveva avanzato, non sono stati minimamente onorati dall’attuale amministrazione, la quale ha portato avanti in maniera cieca il contenzioso tanto da arrivare al pignoramento, pur essendo ancora in atto il contenzioso stesso”.

Pignoramento di beni ben importanti!

“Stiamo parlando della Biblioteca Paroniana,​ del Complesso di San Fabiano in Via S.Francesco, dell’ ex scuola di Poggio Perugino, dell’ex monastero di San Benedetto, della sede della Polizia municipale in Via della Foresta, del piano terra della sede comunale, dell’ex mercato coperto e dei locali commerciali annessi (ex frutteria, ristorante, ecc.), della sede operativa ASM di Via Tancia, dell’attuale sede del magazzino comunale presso l’ex mattatoio, degli uffici del Teatro (ex ristorante Flavio e Sala degli specchi compreso l’attuale botteghino), insomma quasi tutti i beni del Comune sono stati pignorati. Innanzitutto, e questo va ripetuto, si tratta di una vicenda infamante, ignominiosa, altamente disonorevole. Seconda cosa, questo pignoramento non è intervenuto nell’atto di insediamento della nuova giunta, in tal caso  si sarebbe potuto sostenere che fosse una eredità difficilmente gestibile dal pregresso, no, è avvenuto all’incirca a metà mandato, quindi  c’era tutto il tempo per fronteggiare la situazione, trovare interlocuzioni favorevoli, onorare determinati decreti ingiuntivi, magari scegliendo di investire risorse su questo capitolo e non destinarle altrove (altri ambiti)  al fine di evitare l’infamia del pignoramento. La precedente amministrazione ha cercato di gestire questa condizione debitoria pagando, ragionando, trovando degli accordi, ancorché parziali lungo il cammino del contenzioso, tamponando e gestendo lo stato debitorio e parallelamente predisponendo vie d’uscita, la nuova giunta ha fatto inerzialmente decorrere tutta una vicenda che poi ha portato a questa infamante situazione”.

Praticamente ha solo lasciato correre?
“Sì, hanno lasciato correre forse pensando che il problema si risolvesse da sé e invece tutto è precipitato. E’ evidente che è ancora in essere il contenzioso, ma la procedura non può che andare avanti e quindi ci incamminiamo verso l’asta. L’aspetto importante ulteriore da considerare saranno le conseguenze. Ci troviamo in un comune in pre – dissesto, proprio a causa dell’enorme carico debitorio ereditato.  Con la precedente amministrazione abbiamo cercato di contenere, ridurre, evitare il fallimento.  Quando assumemmo la guida c’era la consapevolezza di poter sprofondare nel baratro della bancarotta, riuscimmo invece a fare cose egregie per evitarla, ma con l’emersione di questa vicenda si riaffaccia lo spettro del dissesto finanziario e quindi del Commissariamento. Non c’è dubbio che le cose si possano complicare in maniera preoccupante. E questo porta con sé tutta una serie di ripercussioni”.

Quali sono ad esempio?
“Le faccio un esempio, la giunta aveva recentemente prefigurato la vendita delle farmacie in capo alla azienda servizi municipalizzati, con l’idea di acquisire il 40 per cento delle azioni del socio privato, trasformandola interamente in pubblica, e questo nonostante la nostra opposizione. Oggi se incassano qualcosa con le farmacie devono utilizzare le risorse, in primis, per tamponare i debiti. Solo adesso comprendiamo il perché la nostra proposta di alienazioni alternative venne respinta, ci fu risposto che non era conveniente e invece era indisponibile il resto del patrimonio a causa del pignoramento, già in essere! Questa circostanza interviene anche in termini prospettici come un elemento che gambizza ogni possibilità strategica della amministrazione la quale dovrà solo pensare, se ci riuscirà, con lo spettro concreto del dissesto, prima a coprire la situazione debitoria e successivamente a pianificare possibili strategie”.

Ma il debito a quanto ammonta, sia in generale che in merito alla Quadrifoglio?
“Per quanto riguarda la Quadrifoglio si parla di 3 milioni di euro, però il pignoramento di tutte queste strutture comunali di grande valore fa ipotizzare un debito maggiore. Sono in corso ben 2 procedure esecutive, una presso il Tribunale di Rieti ed​ una presso il Tribunale di Roma”.

Anche perché il valore degli immobili è indiscutibile, se pensiamo alla Paroniana, o al Teatro Vespasiano!
“Certamente, la Biblioteca Paroniana o il Vespasiano, sono immobili di importante valore storico, però al di là di essi sono inclusi, nel pignoramento, beni simbolo, ad esempio lo stabile della polizia municipale non è storico, è di nuova costruzione, ma è rappresentativo, così come una sede della A.S.M., poi sono state colpite anche proprietà romane, come una casa di lusso a Piazza Adriana, di grande pregio e valore”.

Come mai si sono fatti, a partire dalla prima giunta, tutti questi contenziosi per poi arrivare al tracollo?
“Io non esistevo neanche come consigliere comunale! Credo ci sia stata una gestione evidentemente allegra, che ha sottovalutato determinate dinamiche, pensando che i debiti potessero riassorbirsi in maniera più agevole, così non si è assolutamente verificato perché sono cresciuti, sta di fatto che abbiamo ereditato una condizione altamente compromessa, sull’orlo del baratro del commissariamento e infatti  molte volte, nelle prime giunte, abbiamo discusso sulla necessità di dichiarare o meno, appena insediati, il dissesto, in maniera eroica decidemmo invece di rimboccarci le maniche e lavorammo per evitare questa situazione e così è stato, riuscendo anche a portare avanti molte iniziative virtuose”.

Ad esempio quali?
“A dare una impronta moderna, parlando del mio campo, quello ambientale e della mobilità (sono laureato in Scienze Forestali), parallelamente allo sforzo titanico di tentativo di risanamento, abbiamo pedonalizzato il centro storico, costruito poste ciclabili, estesa a tutto il territorio comunale la raccolta differenziata, conquistando il primo posto virtuoso nel Lazio, gestito in maniera nuova il verde, le bonifiche”.

Un percorso di risanamento dunque cominciato, se avessero continuato…
“Il punto è questo, la responsabilità dell’attuale giunta non è tanto sul debito originario risalente ai primi anni del Duemila, è stato una eredità per loro come nostra, però la differenza tra le due amministrazioni è la seguente, una amministrazione il debito lo gestisce sotto tutti i profili, economicamente, tecnicamente e politicamente, tamponando gli effetti negativi e costruendo una prospettiva di uscita e di risoluzione, altre amministrazioni, come l’attuale, fanno solo precipitare la situazione ed è quello che si è verificato, si è arrivati all’ infamia del pignoramento dei beni del Comune”.

Quale potrebbe essere ora la soluzione?
“Questo fatto di aver coperto, occultato, un provvedimento del genere, sperando che la situazione giudiziaria andasse avanti e riuscisse a rettificare il dialogo tra debitore e creditore senza l’intervento della politica, ci fa temere anche che nella predisposizione dei bilanci non ci siano misure, sia il bilancio consuntivo che preventivo saranno in discussione a fine luglio, c’è da chiedersi se siano  state adeguatamente incastonate disposizioni di compensazione. Dobbiamo anche verificare se gli uffici sono stati adeguatamente informati, se i revisori dei conti siano al corrente della situazione, quindi la costruzione del bilancio darà delle indicazioni rispetto a quello che sarà possibile fare. La responsabilità dell’opposizione non può fermarsi alla denuncia, saremo presenti e collaborativi con la finalità di cercare di salvare la situazione del Comune e del suo patrimonio”.

pubblicato anche su L’AVANTI online

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