Mascherine fatte in casa dalle donne sabine

 di Giuseppe Manzo

Rimanere in casa ma al contempo essere proattivi e solidali è la sfida di questi giorni così duri, che finiranno prima o poi. “Nessuno si salva da solo” aveva ammonito il Papa. “Nessuno deve restare da solo” aggiungono i cittadini attivi di Castelnuovo di Farfa, che in questi giorni, come in tutta la Sabina, attraverso la Parrocchia e le associazioni presenti in paese, con l’aiuto di giovani volontari, offrono un aiuto concreto a chi è solo o si trova in maggiore difficoltà. La prima azione di solidarietà di questa quarantena in paese è stata quella di una donna, Lory, una castelnovese che è un po’ restia a raccontarsi perché dice “il bene si fa ma in silenzio”. Circa quindici giorni fa Lory iniziò a cucire mascherine colorate del tipo chirurgico, con elastici, che, attraverso il Tabacchi del paese, offre gratuitamente ai concittadini che ne sono sprovvisti. L’abbiamo sentita al telefono e dopo qualche tentennamento ci ha raccontato: “Il mio primo incontro con la sartoria iniziò quando avevo dieci anni: all’epoca le mamme mandavano le figlie a imparare un mestiere ed io mi dividevo tra la scuola e il cucito. La sera portavo a casa ritagli di stoffa per fare i vestitini alle bambole. Lavorai per quattro anni dalla sarta del paese, fino alla fine delle scuole medie. Poi a 15 anni entrai in un laboratorio di parrucche. Facevo “le montature”, ossia la base della parrucca e lì ho imparato a lavorare anche con le macchine da cucito professionali. Sono rimasta all’interno del laboratorio per quindici anni. Ho fatto vari percorsi professionali scegliendo infine di fare la parrucchiera sui set di cinema e tv, il mestiere che ancora oggi faccio. Ma il cucito è rimasto sempre la mia passione e, nei momenti in cui il lavoro mi lascia a casa per qualche giorno, torno a cucire per me, per la famiglia e per qualche amica. L’idea delle mascherine mi è nata di getto, una notte che non dormivo per la preoccupazione di questo Coronavirus, in queste ore difficili che stiamo vivendo. Ho pensato di farle colorate, perché in un momento così triste un po’ di colore potesse rallegrare i cuori dei miei compaesani”. Grazie Lory per il tuo gesto e per il tuo esempio. Chissà che anche in Sabina qualche imprenditore non prenda sul serio la nostra cronica mancanza di tali dispositivi di sicurezza, tanto necessari e non solo in caso di epidemia, decidendo di investire e creare lavoro nel nostro territorio, che ne ha così bisogno.

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