Gli studiosi Cappellari e Pitti: solidarietà con il sindaco di Terni

In un comunicato congiunto, Pietro Cappellari e Claudio Pitti, studiosi della storia della RSI, hanno espresso solidarietà ai ragazzi di CPI e al Sindaco di Terni, oggetto in questi giorni di strumentali attacchi politici.

Foto Cappellari

«Non mi interesso di politica – ha dichiarato Cappellari –, ma davanti al diffondersi dell’isteria fasciofoba che ha portato al proliferare del germe dell’odio, dobbiamo scendere in campo per difendere la libertà di espressione, di parola, di ricerca storica, minacciata dai nostalgici del bolscevismo. Ancora una volta, sui muri di Terni, torna la sigla della falce e martello a minacciare liberi cittadini, simboli che credevamo essere ormai consegnati alla storia e che, invece, saltuariamente vengono evocati in “sedute spiritiche” da chi vuole far tornare la città ad un passato di violenza. Questo non possiamo permetterlo. Siamo dei mazziniani e come amanti della Patria e della libertà non possiamo che esprimere la nostra più completa solidarietà ai ragazzi di CPI e al Sindaco di Terni. Anche di fronte agli attacchi che, dall’Autunno scorso, alcuni fanno alla mia persona e al mio lavoro di onesto ricercatore. Ho dato mandato ai miei Avvocati di procedere contro coloro che mi hanno definito, tra l’altro, “noto negazionista”, certo che davanti ad un Giudice sapranno ben argomentare le loro ragioni. Sia chiaro che l’unica cosa che intendo “negare” è la superiorità morale dei nostalgici del bolscevismo, coloro che hanno mistificato la storia per fini politici, arrivando a negare le atrocità partigiane compiute anche sul territorio ternano. Qualcuno ha parlato di Costituzione e Resistenza. Dopo le inchieste sui crimini dei guerriglieri comunisti del Prof. Gianfranco Stella, di quale Resistenza e Costituzione si parla? Ma, senza generalizzare, dopo gli studi dei ternani Vincenzo Pirro, Enrico Carloni e Marcello Marcellini, qualcuno ha ancora il coraggio di parlare di partigiani? Ci dicano piuttosto chi uccise a Polino Francesco Conti e Carlo Orsini; dove fu occultato il corpo della giovane Caterina Petrucci e chi l’assassinò; chi fu l’artefice della strage di Arrone, avvenuta dopo il passaggio del fronte, e di cui furono vittime tre anziani senza alcuna colpa; ecc. Davanti al montare dell’odio, noi mazziniani usiamo l’antidoto della cultura, dello studio e dell’amor di Patria. A tutti coloro che vogliono difendere i valori della Costituzione diamo appuntamento nelle prossime settimane perché, insieme, senza distinzione di partiti, si possano commemorare tutte le vittime della guerra civile voluta dai comunisti, iniziando dalle vittime dimenticate e vilipese, gli assassinati dai guerriglieri bolscevichi. Solo allora ci riscopriremo Italiani. Solo allora sarà raggiunta la vera pacificazione nazionale. Terni non ha bisogno del ritorno dei fantasmi, ma di un avvenire fatto di concordia e lavoro. Un avvenire in cui il lavoratore possa redimersi nel trionfo della giustizia sociale».

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