A Rieti pellegrinaggio in onore di Sant’Elia profeta

 

In visita all’Abbazia edificata nel XVI secolo, dedicata a Sant’Elia Profeta, il Profeta del Dio vivente,  nella frazione collinare di Sant’Elia Reatino, alcune famiglie del Movimento per la Vita di Rieti il 30 giugno hanno goduto della bellezza del sito religioso prossimo al santuario di fonte Colombo, ricco di storia e spiritualità  per le antiche radici risalenti alla memoria di uno dei più grandi profeti della Bibbia, Elia, evocato nel Libro dei libri, venerato e proposto dal catechismo della Chiesa cattolica come modello di vita cristiana di ricerca e passione per Dio:  “ il Padre dei profeti, della generazione di coloro che cercano Dio, che cercano il Suo Volto”.

Fede e parola ardenti, le sue, per indicare ad Israele, soggiogato da sopraggiunta idolatria religiosa,  la strada del ravvedimento, del ritorno  al monoteismo, a Dio.

L’accoglienza del parroco Don Leopoldo Bednaz, ha consentito al gruppo di pellegrini di prossimità, oltre che di ammirare le pregevoli tele ed affreschi che arricchiscono le navate tra cui un affresco del 1579  raffigurante San Francesco che detta la regola e vari olii su tela del XVII sec. Sulla Vergine Maria opere di pregevoli artisti reatini, anche di accedere alla conoscenza  dei profondi legami spirituali  tra la devozione  al santo profeta Elia  e la Madonna del Carmelo.

Elia, il cui nome significa “il mio Dio è Jahvè”, nacque alla fine del X° secolo a.c. sotto il regno di Acab che aveva imposto l’adorazione del dio  Baal, abitava nel deserto di Galaad, apparteneva al regno d’Israele con capitale Samaria. Uomo virtuoso e austero, con passione ardente per l’assoluto di Dio,  in azioni decise operava  in  perenne fervorosa orazione e potente meditazione per la conversione all’unico vero Dio. L’interprete della Tohrà.

E’ sul monte Carmelo che, grazie  alle invocazioni del santo profeta, per segni di ravvedimento dei giudei, apparve, dopo la punitiva invocata dura carestia e siccità sui campi d’Israele, la nuvola portatrice  di abbondanti piogge ristoratrici,  simbolo misterioso prefigurante la  Vergine Maria, Madre di Dio.

Ritenuto fondatore dell’Ordine Carmelitano per la sua devozione a Maria,  il santo monaco, fondò sulla montagna del Carmelo,  la prima comunità conosciuta di eremiti  chiamati “figli dei profeti” dei quali le sacre scritture riportano vari riferimenti, finchè nell’anno 1100 d.c. in quel luogo fu costituita una comunità religiosa ispirata alla spiritualità di Elia. Tale comunità a causa della caduta del Regno cristiano di Gerusalemme si trasferì in Europa dando luogo all’ordine carmelitano d’occidente.

I carmelitani oggi rendono culto a Sant’Elia Profeta quale loro primo fondatore, come successori spirituali,  così come autorizzato da molti Pontefici, con la prima regola dettata da sant’Alberto Patriarca di Gerusalemme: Elia, Padre del Carmelo ha dato la ispirazione  al genere di vita che, originariamente sviluppatosi sul detto sacro  monte, poi fu organizzato secondo gli schemi occidentali.

In adiacenza alla Chiesa arcipretale nel medesimo complesso architettonico, nella piccola più antica cappellina, è stata poi celebrata una santa Messa da Padre Luca Genovese vice parroco di san Michele Arcangelo di Rieti, che ha accompagnato il gruppo. La cappellina,  conserva una piccola statua della madonna del Carmelo, dono del Papa Giovanni Paolo II a Don Leopoldo Bednaz ,   come ricorda la certificazione apposta a ricordo potendosi la piccola madonnina oggi pertanto ritenere, data la sopraggiunta santità dell’amato papa polacco, reliquia di secondo grado.

I canti mariani intonati poi nella grande chiesa ed infine una colazione in fraternità hanno concluso la bella giornata di preghiera e distensione.

L’iniziativa è stata ideata in preparazione spirituale per la festa liturgica nell’ordine carmelitano del profeta Elia che si celebra in Sant’Elia Reatino ogni anno il 20 luglio.

 

Maria Laura Petrongari. Pres.te Movimento per la Vita CAV Rieti.

 

nella foto gli amici del Movimento per la vita di Rieti ed i due sacerdoti Don Leopoldo Bednaz parroco di Sant’Elia Profeta in cui ricade anche il Santuario di Fonte Colombo ed  Padre Luca Genovese vice Parroco di San Michele Arcangelo  in Rieti.

 

 

 

 

 

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