Escursioni a Configni e Cottanello

cottanello-casetteProgramma di escursione configni cottanello Escursioni maggio 2016

Innovazione, creatività, risorse ambientali, patrimonio culturale e tecnologie sono gli ingredienti necessari per una vera rivoluzione giovanile che si proponga di far avanzare lo sviluppo di una società spesso irretita da modelli del passato.

La premessa mi sembra doverosa pensando a quello che è accaduto in quel piccolo e suggestivo paesino di alta collina addossata sul versante nord della catena Umbro-Sabina del Monte Cosce.

Sto parlando di Configni in provincia di Rieti, di quel paese che è il confine naturale tra l’Umbria e la terra Sabina dell’Alto Lazio ed è geometricamente il baricentro di quel triangolo geografico che ha come vertici Terni, Roma e Rieti.

Ebbene la montagna del Monte Cosce che domina Configni ed anche il paese di Vacone (sul versante Sud) è divenuta e lo sarà sempre di più, la protagonista di un racconto che parla di tradizioni, sudore della terra, storie antiche, appostamenti partigiani, allevamenti di animali, battute di caccia, passeggiate ed escursioni su sentieri tra il verde e l’azzurro per perdersi con la fantasia sulla vallata del Tevere e scoprire la cupola di San Pietro sul lontano orizzonte.

Monte Cosce per tante generazioni è stato una delle fonti dalla quale estrarre parte delle risorse economiche degli allevatori di animali allo stato brado. Nelle notti estive il tintinnio dei campani legati al collo delle bestie allieta il riposo notturno vezzeggiato dolcemente dal canto monocorde dei grilli persi chissà dove tra lo sfavillio delle lucciole quasi duplicato del trionfo luminoso delle stelle del cielo.

Hanno vissuto per tante generazioni gli abitanti di Configni, tra l’agricoltura e l’allevamento zootecnico forti e orgogliosi con il linguaggio essenziale e l’amore viscerale per i frutti della terra. Sono stati paghi del loro “benessere” frutto di sacrifici ed hanno onorato i valori degli avi e le tradizioni legate ai riti religiosi e pagani.

Sembrava che questa storia fosse stata incisa su pietra e non fosse destinata ad essere modificata a beneficio dei giovani i quali hanno invece cariche ideali nuove, nuove energie, nuovi orizzonti!

Ma a Configni la rivoluzione giovanile è iniziata.

Le acque carsiche dei progetti e aspirazioni giovanili hanno studiato meglio le opportunità del territorio e stanno affiorando presentando nuovi sviluppi e nuovi giacimenti di cultura e di opportunità economiche.

La montagna denominata Monte Cosce per il suo andamento dolce ha mostrato il volto turistico per itinerari escursionistici, per scoperte archeologiche e ritrovamenti di siti preistorici; ricerche speleologiche hanno portato all’attenzione degli studiosi cavità carsiche ricche di concrezioni con bellissime architetture di stalattiti e stalagmiti.

Il paesaggio offre opportunità per circuiti e passeggiate a cavallo su itinerari dolci e contesti ameni.

Quella stessa montagna dopo anni e forse secoli di oblio ha suscitato la curiosità di storici, archeologi e letterati di Università Straniere per scavi nel sito dove fu costruita la villa del poeta latino Orazio Flacco.

Scavi archeologici opportuni potrebbero riportare alla luce reperti di sculture marmoree, fregi, archi e colonne del sito Romano di una città che sorgeva ai piedi della montagna.

E’ accaduto dunque che i giovani di Configni, carichi di entusiasmo e di una buona bussola culturale come requisito per esplorare meglio il paesaggio, in una delle loro escursioni dell’ambiente collinare e montano, si sono imbattuti in un bosco olezzante di profumi e di soffi di zefiro primaverile.

Qualcuno più attento ai sussurri misteriosi degli anfratti boschivi udì la voce delle Ninfe Oreadi: parlavano delle loro sorelle Naiadi innamorate del dio Pan che a mezzogiorno suona i flauti sulle sponde del biondo fiume Tevere.

Parlavano anche di popolazioni fuggiasche per le invasioni barbariche, parlavano di tunnel e di percorsi tortuosi di fiumi che forse si riversano nel fiume Nera seguendo sotterranei e profondi itinerari.

Quando il brusìo sembrò disperdersi tra lo sfavillante ondeggiamento delle foglie, nitida si udì una voce: “Andate alla ricerca di Humo!”.

Si vide una figura femminile diafana come la luna pallida confusa dal riverbero delle nebbie. La figura scomparve sminuzzata dai colori dell’arcobaleno; la voce non fu riascoltata ma tra i giovani iniziò la disperata e acuta ricerca dei messaggi nascosti in una frase crittografata.

“Che significa Humo?”, “Dove trovarlo?”, A quale scopo?”

Tutti furono colti dalla febbre esegetica per interpretare e forse per arrivare ad un obiettivo utile. L’invito sapeva di oracolo e di compiti futuri.

I giovani aguzzarono il loro ingegno creativo e si cimentarono in una gara di ipotesi per la spiegazione probabile.

Una lettura vagamente etimologica confortata da assonanze di parole accostate sul piano fonetico piuttosto che sul piano semantico offrì l’ipotesi che nella parola Humo si potesse assemblare sia la parola Homo che Umus.

Perché mettersi sulle tracce di Humo?

La risposta fu finalmente trovata quando casualmente scoprirono le tracce degli uomini primitivi. Furono trovate selci scheggiate per le punte di frecce, altri reperti di uno stanziamento dei primi uomini, che non hanno lasciato tracce scritte del loro passato ma utensili primitivi testimoni di una cultura del crepuscolo della civiltà umana.

Mettersi sulle tracce di Humo significa che lo sviluppo morale e materiale degli uomini esige un perenne e infaticabile percorso, che è tanto più facile e promettente quanto più si riesce a far tesoro della cultura del passato per avanzare con nuove forme di cultura.

L’uomo (Homo) dunque può e deve crescere se si alimenta dell’Humus della Cultura.

L’humus è il terriccio organico che rende rigogliosi i vegetali così come l’humus culturale degli uomini nutre, arricchisce e rende feconde le iniziative degli uomini di ogni tempo.

I giovani animati da sacro fuoco della scoperta dettero vita alla nuova Associazione Culturale. Era nata l’Associazione Culturale denominata “SULLE TRACCE DI HUMO”.

L’Associazione accoglie tutti coloro che vorranno nutrirsi del sacro fuoco della ricerca culturale e si apre a tutte le iniziative che abbiano l’ambizione di far crescere eticamente e materialmente la nuova comunità di Configni aperta ai migliori influssi culturali di tutti.

Pro. Luciano Lima

http://www.sulletraccedihumo.it

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