Gli organi storici delle chiese di Poggio Mirteto

di Renzo Giorgetti

foto Ciampi

S.Giovanni Battista

La chiesa fu edificata verso il 1570 e fu gestita dalla Compagnia o Società della Misericordia.
Un saggio storico edito nel 2013 riporta molti documenti inediti dell’archivio della suddetta Compagnia in cui troviamo qualche accenno all’organo in concomitanza con i lavori di ristrutturazione effettuati nei primi anni del Settecento.
Dal libro delle congregazioni (1675-1748) risulta che in data 29 agosto 1700 i confratelli deliberarono di far installare una piccola cantoria per un organetto: “levare il coro di legno fatto per l’organo, che per esser assai grande ingombra e oscurisce la chiesa, et avanti la porta di essa chiesa farvi la bussola e sopra detta bussola, nel lato laterale rifarvi un altro coro piccolo sufficiente per un organo portatile.” 1
Non sappiamo se il progetto sia poi stato attuato poichè nelle notizie citate fino al 1748 non appare niente.
I documenti che riguardano la ricostruzione dell’edificio su progetto dell’architetto Alessandro Specchi e che vedono coinvolti vari artisti romani fino al 1721, non accennano mai alla presenza dell’organo.
Un sito austriaco indica che verso il 1765 l’organaro tirolese Giovanni Corrado Verlè costruì un organo. La citazione è assai sintetica e non circostanziata:

“Poggio Mirteto (provinz Rieti), S.Giovanni Battista (c.a 1765)”. 2

L’artigiano, il cui nome originale era Johann Konrad Woerle, nacque a Vils, in Tirolo il 2 agosto 1701 e morì a Questa importante citazione andrebbe approfondita con ricerche mirate in archivio della chiesa.

1 Yuri PRIMAROSA, La committenza artistica della Compagnia della Misericordia di Poggio Mirteto: Plautilla Bricci, Michelangelo Cerruti, Gaspare Serenario, Alessandro Specchi, in “Palazzi, chiese, arredi e pittura”, II, Studi sul Settecento Romano, 30 a cura di E. De Benedetti, Roma 2013, pp.135-164.

2 Scheda biografica: “Osterreichisches Musiklexikon” a cura dell’Institut fur Kunst un Musikhistorische Forschungen.
S.Maria Assunta (cattedrale)

Un saggio di Alessandro Bianconi indica che nel 1847 fu commissionato un organo ai fratelli Martinelli di Fratta. 2
Lo strumento fu posto in opera ed inaugurato nel 1851.
Fu fatto a spese del vescovo Nicola Crispigni e dei canonici. Esiste una iscrizione sotto la cantoria a lettere dorate su cartelle di legno.
Nel libro di Bianconi sono presenti due foto una della facciata ed una della tastiera. Viene anche fornita una scheda dettagliata che si riporta per una più approfondita conoscenza:

Una iscrizione sulla canna centrale della mostra indica l’anno di costruzione: “FF.Martinelli alla Fratta di Perugia 1847”. Altro cartiglio si trova nella secreta del somiere: “FF.Martinelli”.
Un’etichetta situata sulla consolle riporta una ulteriore frase che attesta la paternità dello strumento: “FF.Martinelli fabbricatori d’organi alla Fratta di Perugia”.
La mostra è composta da 23 canne a cuspide centrale ed ali laterali. Le canne hanno bocche allineate e labbro a scudo.
Tastiera di 50 note (Do-Fa) con prima ottava corta; pedaliera di 19 pedali (Do-Sol diesis 2). Gli ultimi due pedali azionano il Tamburo e la Terza mano. Lo strumento è dotato di numerosi registri:

Tromboncini bassi
Tromboncini soprani
Traversiere
Flauto in VIII bassi
Flauto in VIII soprani
Decimino soprani
Voce Umana
Violetta
Flauto in Quinta
Fagotto bassi
Lira soprani

Principale bassi
Principale soprani
Ottava bassi
Ottava soprani
Duodecima
Decimaquinta
Decimanona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Controbassi e Ottave
Tromboni
Tiratutti

Come fa notare Bianconi, lo strumento presenta alcune caratteristiche insolite:

“In alcuni strumenti possiamo trovare anche il registro di Violetta 8’ limitato ai soprani come, per esempio, nell’organo della cattedrale di Poggio Mirteto […] Altre volte possiamo trovare la noce di piombo anche a sezione rotonda come, per esempio, le Trombe in facciata dell’organo della cattedrale di Poggio Mirteto”.

2 Alessandro BIANCONI, Una fabbrica d’organi altotiberina nel secolo XIX: i fratelli Martinelli, in “Arte Organaria Italiana”, IV (2012), pp.477, 487, 492, 503.
S. Rocco

La chiesa fu realizzata nel 1785 a cura della confraternita del Gonfalone. Vi si trova uno splendido organo anonimo restaurato nel 2000 da una ditta di Foligno. Lo strumento probabilmente risale all’epoca della edificazione della chiesa.

La cantoria ha il parapetto curvilineo decorato con strumenti musicali dipinti. La cassa presenta una decorazione con arabeschi dipinti di azzurro su un fondo bianco. La mostra presenta tre fornici ad arco di cui quello centrale più alto. Le paraste sono filettate in vernice gialla. La mostra è suddivisa in tre campate di canne (9-7-9) che hanno le bocche allineate ed il labbro superiore a scudo.
Le canne sono sostenute da legature in legno dipinte di azzurro. Somiere a tiro. Consolle a finestra. Tastiera di 45 note (Do-Do), con prima ottava corta. I tasti diatonici sono in bosso, quelli cromatici in ebano. I tasti hanno il frontalino a chiocciola. Pedaliera in sesta a leggìo di 9 note (Do-Do). Il mantice era azionato da una stanga manuale ma adesso l’organo funziona con un elettroventilatore.
I registri sono azionati da 10 pomelli a tiro in legno. Cartellini vergati a penna:

Principale
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Ventiduesima
Ventiseiesima
Ventinovesima
Flauto in VIII
Flauto in V
Tiratutti.

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